L’Ultimo Round. La Dimora del Pugile

da | 26 Aprile 2022 | Case Abbandonate, Ville Abbandonate | 0 commenti

A tutti noi è capitato di passare davanti a un luogo come questo, nei nostri tragitti quotidiani, per recarci a lavoro, a trovare un amico o un parente, durante un viaggio o uno spostamento, magari senza saperlo. Spesso, per quanto anonimi, nascosti, silenziosi e avvolti dall’incuria, non ci accorgiamo della loro esistenza. O al contrario, può trattarsi di luoghi ben visibili, dall’aspetto apparentemente curato, che non destano sospetti e mai potremmo immaginare che versino nella più totale incuria e abbandono, se a tradirli non fosse quel particolare, quella porta appena accostata, quella finestra lasciata aperta e un po’ cadente, quella cassetta delle lettere arrugginita e piena zeppa di posta mai ritirata. La gente vive nel turbinio dei propri pensieri, rapita dalla tecnologia e dalla frenesia della vita, non si accorge, non si cura della loro presenza. Eppure questi luoghi dormienti sono proprio lì, sotto agli occhi dei passanti distratti. Quante volte abbiamo ignorato l’esistenza di un piccolo sentiero che conduce ad un luogo fuori dal tempo, un luogo dove, mentre tutto attorno continua a vorticare inarrestabilmente, le lancette degli orologi non girano più.

Superato il cancello ormai arrugginito e varcata la soglia di quest’umile dimora, la prima cosa che salta all’occhio è un salottino che fa da ingresso, con un delizioso angolo falò. Il cornicione è arricchito da immagini di un’epoca ormai passata, ritratti e piccoli souvenir variopinti, quadretti religiosi e gomitoli di lana, un vecchio telefono a rotella ormai ricoperto di polvere che ricordo di aver usato anch’io tanti anni fa. Sulla parete di fianco al camino si nota una minuscola vetrinetta a muro, le cui piccole ante all’inglese svelano una nicchia piena di ninnoli e vecchie scartoffie. Un paio di vecchi guantoni da boxe penzolano appesi al pomello dell’antina centrale, un cimelio dall’aspetto molto vintage. Questa casa era stata abitata ipoteticamente da un pugile o da un appassionato lottatore divenuto ormai anziano, che ha lasciato qui intatte le sue memorie e i ricordi più cari.

È curioso osservare come ognuno di questi luoghi abbia una propria peculiarità, una caratteristica, qualcosa che lo contraddistingue da tutti gli altri, che può essere la presenza di un oggetto o di un complemento, piccolo o grande, particolare e distintivo, che evoca l’immaginazione del fotografo o dell’esploratore il quale, in base alla propria visione e alla propria ricostruzione più o meno veritiera, gli conferisce un nome di fantasia. Non esiste un luogo che sia uguale a un altro.

Anche se la vegetazione si sta riappropriando della casa, si respira tuttora un’atmosfera di convivialità, sembra di sentire l’odore di fiori secchi. Di un luogo dove un tempo aleggiava spensieratezza e semplicità non resta ormai che una coltre di polvere a ricoprire vecchie fotografie corrose dal tempo.

Salendo le scale si giunge alla zona notte. Le camere da letto sono caratterizzate da vecchi armadi in legno impiallacciato e comò a cassettoni con grandi specchiere, tipici di quegli anni, qualche sporadico rivestimento in radica, tende ricamate ormai strappate e intrise di muffa, specchi polverosi e letti avvolti da coperte colorate, probabilmente cucite a mano a motivi floreali. In altre stanze troviamo giocattoli ricoperti dalla polvere rimasti immobili sul letto, come se i bambini — probabilmente due a giudicare dalla cameretta doppia — fossero usciti dalla porta qualche minuto prima e mai più tornati.

In una delle camere da letto, piegata su di un cassettone troviamo una polo con ricamo della Nave Scuola Corsaro II, un’imbarcazione dei primi anni ’60 della Marina Militare, ormai ricoperta di polvere e calcinacci. Questo particolare ci aiuta ad assegnare una data a questo magico luogo.

In cucina, il tavolo in formica apparecchiato con piatti, posate e bicchieri completamente ricoperti di polvere è davvero suggestivo, probabilmente opera di qualche fotografo arredatore passato di lì molto tempo prima di noi, che tuttavia rende l’atmosfera ancora più misteriosa e affascinante. La villetta godeva di un bellissimo cortile interno dove immaginiamo pascolare galline e oche starnazzanti.

“Un passo alla volta, un pugno alla volta, una ripresa alla volta.” (The Boxeur)

Numerose candele sui mobili come appena spente da un gelido alito di vento e delle splendide lampade lavorate che una volta era consuetudine possedere come complementi d’arredo. Nel salotto un bellissimo ritratto in bianco e nero di un anziano signore ben vestito e un vecchio arcolaio, di quelli utilizzati per dipanare le matasse, ormai sbilenco e divorato dai tarli.

Nel mondo di oggi tutto è cambiato drasticamente, l’arredamento si è adattato alla modernità, l’utilizzo di certi materiali e complementi sembra essere ormai obsoleto, l’evoluzione del design mira a forme sempre più futuristiche e accattivanti introducendo l’utilizzo di materiali più economici e scadenti, non destinati a durare nel tempo.

Immutato è il rispetto e l’approccio che sempre abbiamo verso ricordi che non ci appartengono. In questi brevi viaggi nelle case abbandonate il passato si ricongiunge al presente risvegliando in noi la nostalgia che ci accompagna per tutto il percorso tra le rovine delle loro esistenze. Anche il più piccolo e insignificante oggetto può essere in grado di regalarci emozioni a dir poco eccezionali. La polvere offre scenari sempre diversi. Piccoli scorci di vita passata, reali, probabili o immaginifici: è sempre un mistero osservarli, esserne testimoni.

«Essere pugile non significa soltanto colpire, ma, prima di tutto, imparare a ricevere i colpi. A incassare. A fare in modo che quei colpi facciano meno male possibile. La vita non è altro che un succedersi di round. Incassare, incassare. Tenere duro, non cedere. E colpire al posto giusto, nel momento giusto.»

Jean-Claude Izzo

Galleria di Alex

Esploratore. Fotografo. Viaggiatore del tempo.

Tap per ingrandire e swipe per scorrere. Su PC utilizza la rotellina del mouse o le frecce sulla tastiera. Le foto e le riprese sono state effettuate in giorni diversi durante un vasto lasso di tempo. Per questo motivo la disposizione degli oggetti può apparire alterata tra una foto e l’altra.

Galleria di Simone

Esploratore. Fotografo. Viaggiatore del tempo.

Sotto la Polvere nasce dall’amore e la passione per i luoghi dismessi e abbandonati. Le esplorazioni sono realizzate nel rispetto più assoluto del luogo visitato, senza alcuna forma di effrazione o danneggiamento. Spesso li troviamo per caso o ci vengono suggeriti. Non indichiamo mai il nome reale del luogo e la sua ubicazione per salvaguardarlo da vandali e potenziali malintenzionati.

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