C’era una volta.. La Casa delle Fiabe di Nelly e Alice

da | 14 Ottobre 2022 | Case Abbandonate, Ville Abbandonate | 0 commenti

Ci troviamo nei pressi di Villa Estense, nel padovano, per una volta possiamo fare un’eccezione e indicare la zona in quanto la nostra visita risale ormai agli anni passati e abbiamo appreso da notizie recentissime che questo luogo, al tempo in totale stato di incuria e abbandono e senza un reale proprietario, è stato messo in sicurezza e dunque non più visitabile. Alla fine di un contenzioso legale durato una decina d’anni, il villino ha trovato finalmente il suo legittimo erede, il quale, giustamente inasprito dalle numerose incursioni e danneggiamenti arrecati alla dimora nel corso degli anni, ha deciso non solo di ripulire l’area circostante dalla fittissima vegetazione che la avvolgeva, ma di dichiarare battaglia a chiunque sarà colto nell’atto di violare la proprietà.

Facciamo un salto indietro nel tempo. Era una mattina fredda e soleggiata del periodo pre-pandemia e questa doveva essere, credo, la prima tappa di uno dei nostri tour in giro per luoghi abbandonati e misteriosi. Devo dire che, prima che il terreno circostante venisse ripulito dalle sterpaglie, la villa di Alice e Nelly era molto difficile da trovare a meno che non se ne conoscessero le esatte coordinate geografiche. Pur trovandosi infatti in una zona di campagna e non lontano dal bordo di una strada e proprio di fronte ad altre case abitate, anche trovandosi casualmente a passare per quella via, la “Casa delle Fiabe” era praticamente impossibile da scorgere in mezzo alla giungla che la avvolgeva. Tanto è vero che, una volta raggiunto il punto di strada indicato dal navigatore, ricordo rallentammo chiedendoci “ma dov’è?”. Una volta scesi a piedi lungo il bordo della strada però, notammo in maniera inequivocabile il passaggio di altri esploratori che ormai, nel corso del tempo, avevano tracciato un marcato sentiero in mezzo alla boscaglia per arrivare all’abitazione.

Già all’inizio del sentiero si cominciavano a incontrare le prime sculture, dei veri e propri personaggi di fantasia creati dalla mente e dalla mano di un artista, quasi a dare il benvenuto ai visitatori, ormai unici custodi di quel luogo segreto e fuori da ogni umana comprensione.

Una volta giunti davanti alla soglia di quel regno incantato, il nostro stupore fu indescrivibile. L’avevamo vista mille volte nelle foto di altri esploratori ma trovarsi lì, immersi in quella quiete avvolgente, a quell’ora del mattino, con la luce che, morbida, filtrava tra i rami degli alberi e circondati da mille volti immobili che, con sguardi di pietra ci osservavano, evocava in noi delle emozioni incredibili. L’ingresso di quella dimora sembrava il portale per un altro mondo, e di fatto lo era: la storia di Nelly e Alice ha infatti ben poco da condividere con quanto l’umana ragione possa comprendere.

Quel giorno fummo molto fortunati, ben presto ci accorgemmo di non essere soli sul posto. All’interno della villa c’era un fotografo, un ragazzo del posto insieme a una modella, intento a scattare delle fotografie, il quale, resosi conto della nostra presenza, uscì fuori per presentarsi e scambiare quattro chiacchiere con noi e rassicurarci di non avere cattive intenzioni. Quando apprese che eravamo giunti fin lì dalla Toscana si stupì, chiedendoci come avessimo appreso dell’esistenza di quel luogo sconosciuto ai più. Spiegai allora della notorietà che quel luogo ormai riscontrava nella ristretta cerchia di appassionati di luoghi abbandonati, sia in Italia che all’estero. Il gentile fotografo ci chiese allora se conoscessimo la storia di quel luogo e al mio “no” ci raccontò degli aneddoti davvero incredibili.

In questa casa vissero Nellino e Alice Bergamini, due gemelli. Vi si trasferirono nel ’46 insieme alla madre. Loro padre lavorava come elettricista e morì per cause accidentali, folgorato su una linea dell’alta tensione. Per tale ragione rifiutarono di dotare la casa di impianto elettrico, vivendo la loro intera vita senz’acqua e senza elettricità. Ascoltavano le notizie con la radio a batterie e illuminavano la casa con le lanterne a petrolio. Durante la loro infanzia, il padre leggeva loro le favole dei fratelli Grimm. In mancanza di elettricità, oltre ai lavori di insegnanti che ambedue i fratelli svolgevano, insieme ai lavori domestici, mentre Nellino si occupava dell’orto e delle galline e Alice cuciva per loro i vestiti, nel tempo libero Nelly scolpiva e dipingeva all’interno e all’esterno dell’abitazione un mondo visionario popolato dai personaggi delle favole e delle sue suggestioni. Fino a realizzare, nel corso dei decenni, un vero e proprio piccolo esercito di statue fiabesche.

A testimonianza del fatto che vivessero senza elettricità, nella casa troviamo ancora i due televisori dei quali dipinsero gli schermi con gli inconfondibili volti di Luciano Pavarotti e Katia Ricciarelli, probabilmente ispirati dalle loro voci ascoltate in radio. Si dice che Nelly adorasse a tal punto Alice da chiamarla Divina, e mai con il suo nome di battesimo. Una variante della storia racconta invece che i figli si sposarono tra loro per esaudire un folle desiderio dell’ossessiva madre. Ma è ovvio che in tutti questi anni si siano ricamate intorno a questo luogo le storie più inverosimili e colorate, alcune ai limiti della decenza, tutte però con un comune filo conduttore: la vita fuori dalla mondanità dei due protagonisti. Alice e Nellino Bergamini erano in realtà due persone rispettabilissime e umili che avevano semplicemente scelto, verosimilmente a causa dei traumi subiti, di vivere in quasi totale isolamento in una realtà diversa da quella delle persone comuni.

Alice venne a mancare nel 2007 e Nellino nel 2013. La tomba si trova nel cimitero locale, anch’essa ornata con le sculture di Nelly. Il loro mondo vive ancora in questa villa, fino a poco tempo fa nascosta da qualche parte tra gli alberi e la vegetazione, lontana da ogni sguardo.

Purtroppo lo stato di incuria, la mancanza di segnaletica e di recinzioni, la particolarità di questa bizzarra opera d’arte, hanno fatto sì che nel corso degli anni un numero inquantificabile di curiosi si siano addentrati per quella fitta vegetazione, attratti dal fascino delle leggende e delle storie che si sono raccontate intorno al luogo, non tutti col rispetto che avrebbe meritato. Un pezzo alla volta tutto quanto al suo interno è stato rovistato e messo a soqquadro. Qua e là sui pavimenti, sotto ai mobili, tra detriti e calcinacci spuntano foto sbiadite, scarpe, vestiti, frammenti di lettere e riviste del loro tempo, i resti di una vita passata, piccole testimonianze della storia e del passaggio di Alice e Nelly.

A questo punto è doveroso sottolineare che, come riportato dalla fonte dell’articolo di cui sopra, è interesse del nuovo proprietario tutelare il bene e di punire eventuali visite o incursioni non autorizzate. Vogliamo dunque esortare i lettori a non visitare il luogo in quanto proprietà privata.

Come dicevamo all’inizio, un limbo burocratico ha tenuto la proprietà nell’oblio per un intero decennio. A quanto pare il collaboratore domestico che assistette Nellino negli ultimi anni di vita, produsse un falso testamento per accaparrarsi il bene. La firma del documento testamentale è stata di recente dichiarata non autentica dopo due gradi in giudizio, prima dal Tribunale di Padova e poi dalla Corte d’Appello di Venezia (fonte della notizia). Una vicenda che getta inquietudine su una storia già di per sé agghiacciante, tanto che avrebbe tutto il potenziale per ispirare la trama di un film.

Ma adesso la domanda che un po’ tutti ci poniamo è, che cosa sarà di quella che da tutti gli appassionati è conosciuta come la villa delle fiabe? La fonte dell’articolo sottolinea quanto il suo futuro sia incerto, ma rassicura, nonostante le sue precarie condizioni la struttura non sarà demolita. Immaginiamo però che un recupero sia economicamente impensabile in quanto i costi sarebbero esorbitanti. Ovviamente tutti noi speriamo in un epilogo che sia il più roseo possibile, che possa permettere a un luogo così particolare e intriso di fascino e storia di continuare a esistere e soprattutto che la memoria di Nellino e Alice possa essere mantenuta viva e trovare finalmente pace e decoro.

Il nostro augurio è che il fantastico mondo di Alice e Nelly, con tutte le sue bizzarre sculture, fiabeschi personaggi e meraviglie, possa essere recuperato come villa museo, in quanto sarebbe probabilmente l’unica soluzione possibile che potrebbe arrestare definitivamente le intrusioni restituendo rispetto e decoro a questo piccolo incanto.

Probabilmente nessuno conoscerà mai la vera storia che si cela dietro a questa casa, ma è senza dubbio nell’incompreso che si genera l’opera d’arte più bella. Credi sia follia? Noi no. Qualcuno la chiama Villa delle Favole. Qualcun altro la chiama Villa Psycho, senza comprenderne il perché. Qui c’è la storia di Nelly e Alice, una storia intricata e misteriosa. Questo sarà sempre il loro mondo che noi possiamo solo osservare, ammirare, ma non potremo mai comprendere.

Seguono le gallerie fotografiche.

“Ciascuno di noi reca in sé un estraneo inquietante.”

Jacob Ludwig Karl Grimm, Wilhelm Karl Grimm

Galleria di Simone

Esploratore. Fotografo. Viaggiatore del tempo.

Tap per ingrandire e swipe per scorrere. Su PC utilizza la rotellina del mouse o le frecce della tastiera.

Sotto la Polvere nasce dall’amore e la passione per i luoghi dismessi e abbandonati. Le esplorazioni sono realizzate nel rispetto più assoluto del luogo visitato, senza alcuna forma di effrazione o danneggiamento. Spesso li troviamo per caso o ci vengono suggeriti. Non indichiamo mai il nome reale del luogo e la sua ubicazione per salvaguardarlo da vandali e potenziali malintenzionati.

Galleria di Alex

Esploratore. Fotografo. Viaggiatore del tempo.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di aver preso visione della Privacy Policy e della Cookie Policy, e di aver compreso come questo sito gestisce e tutela i dati raccolti. L'indirizzo email non sarà visibile nei commenti.

La riproduzione dei contenuti è consentita solo col consenso degli autori e citandone la fonte.

Pin It on Pinterest