C’era una volta il paradiso, poi venne l’inferno.

In quei giorni eravamo in tour tra varie regioni, lo ricordo molto bene, era la prima volta che ci avventuravamo così lontani per le nostre esplorazioni. Ma complice la smania di vedere più posti possibile, avevamo commesso un grosso errore: quello di inserire troppe tappe nell’itinerario, senza fare i conti con la fatica, le molte ore di guida e le giornate invernali troppo brevi, la mancanza di luce e dunque l’impossibilità di scattare foto, o almeno, non con quella luce che filtra dagli spiragli delle finestre e trasforma la fotografia in magia. Non siamo assolutamente quel tipo di urbexers che entrano, scattano la foto-cartolina alla stanza più bella e si dirigono alla location successiva, riuscendo a visitare anche 10 locations in una sola giornata. No, no, no. Ci piace goderci il luogo, con assoluta calma, immergerci in quell’atmosfera, ammirare gli scenari che si presentano d’innanzi ai nostri occhi, di stanza in stanza, di piano in piano. Osservare ogni angolo. Lo scattare foto viene dopo, non prima di un bel giro di perlustrazione. Ci piace guardare il luogo con l’occhio umano e non soltanto attraverso l’obiettivo. Dobbiamo inoltre raccogliere il materiale per gli articoli, foto, video, reperire qualche frammento di storia sbirciando tra i documenti o qualche lettera, quando abbiamo la fortuna di trovarne, altrimenti non avremmo nulla da raccontare. Sarebbe impensabile per noi una toccata e fuga.

L’itinerario aveva subito varie modifiche: avevamo rinunciato a qualche tappa dopo alcune location trovate chiuse e per mancanza di tempo e di luce. Alcuni luoghi e alcuni accessi possono essere più impegnativi di altri, gli intoppi non mancano ed è impossibile prevedere quanto tempo necessita un’esplorazione. Devo essere sincero: questa meta l’avevamo inserita come alternativa, avevamo timore di andarci. Era il periodo in cui non era così conosciuta e non ci andava nessuno, a parte pochi temerari. Era per lo più conosciuto nella nicchia dell’ambiente urbex e dalla gente del posto che lo frequentava durante i suoi anni di attività. Era uno dei posti più ricercati all’estero dagli appassionati di esplorazione e fotografia, e i pochi che c’erano stati raccontavano di aver avuto problemi con il vicinato, guardiani, vigilanza, forze dell’ordine, allarmi, cani, gente strana che si aggirava nei dintorni… Ognuno era pronto a raccontare la sua disavventura. Noi che cerchiamo solamente posti abbandonati, accessibili e incustoditi, nutrivamo una certa diffidenza, non volevamo rischiare. Era sconosciuto al punto che non sapevamo neanche come fosse fatto all’interno, le foto che si vedevano scorrere nelle bacheche dei profili e delle pagine urbex, prive di didascalie o nome del luogo, sembravano provenire da posti diversi. Sapevamo solo dell’esistenza dei due aerei, ma non del pub e della discoteca, inutile dire che l’emozione fu immensa quando realizzammo che tutto era parte dello stesso complesso, l’effetto sorpresa la rese una delle più intense e sbalorditive esplorazioni mai fatte.

Quella mattina ci trovavamo in zona per visitare un’altra location. Carichi d’adrenalina e di curiosità decidemmo di fare un giro per verificare coi nostri occhi che tipo di situazione avremmo trovato “agli aerei”. Inoltre poco prima di metterci in viaggio avevo chiesto ragguagli a un contatto tedesco, il quale aveva pubblicato di recente alcune foto del luogo, domandai se avesse avuto qualche tipo di problema e se la struttura fosse liberamente accessibile, mi aveva risposto con tre semplici parole… “No worries there” (non ci sono problemi lì / niente di cui preoccuparsi).

Effettivamente una volta giunti sul posto trovammo una struttura incustodita e accessibile, colti ormai da un’irrefrenabile curiosità e consapevoli delle nostre buone intenzioni e del rispetto che sempre abbiamo per questi luoghi, decidemmo di dare un’occhiata veloce.

E’ difficile raccontare un posto così. E’ qualcosa che va oltre ogni concetto di attività di ristorazione in primis e di luogo abbandonato, ben diverso dai luoghi che siamo abituati a vedere. Una struttura che racchiude in sé un mix di concepts e stili diversi che lasciano letteralmente sbalorditi – e scommettiamo fosse proprio questa l’intenzione della geniale mente che l’ha ideato e progettato -. Senza ombra di dubbio è riuscito a pieni voti nel suo intento. Ne siamo rimasti esterrefatti.

L’avventura ha inizio negli anni 2000 ma il sogno cominciò molto prima… Immaginate un geniale ed estroso imprenditore che una mattina si sveglia e decide di realizzare un ristorante-pizzeria dentro a due veri aerei, un Douglas DC-6 e un Tupolev TU-134A, e di ricreare una sorta di aeroporto con una scenografica torre di controllo che conduce alla reception e all’interno dei due aerei, nei quali sono ricavate le due sale ristorante. L’esperienza è assolutamente unica e immersiva. Gli aerei sono reali e tutto al loro interno è lasciato inalterato, i sedili, la cabina dei comandi, la moquette, gli oblò dei finestrini. I tavoli sono installati tra le file dei sedili in modo che i “passeggeri” possano gustare le loro squisite pizze comodamente seduti ai loro posti, in compagnia degli amici o della famiglia. Possiamo confermare, senza dubbio alcuno, che salendo le scalette in ferro che conducono nella torre di controllo, si ha davvero la sensazione di imbarcarsi a bordo di un’aereo e non quella di entrare in un ristorante! Tutto ciò è straordinariamente incredibile! Alle spalle della torre, a incorniciare la scena, si trova anche un elicottero che sovrasta la grande piscina.

Immaginate poi una discoteca che sembra una maestosa cattedrale gotica (foto in alto), dove le canne di giganteschi organi adornano i banconi dei bar e la navata centrale non è altro che la sala da ballo, ornata perimetralmente da elegantissimi tavoli e panche imbottite di velluto rosso, da lampadari in ferro battuto e candelabri, statue a tema religioso, dipinti e pitture e dove i confessionali offrono delle piccole aree privé. Tutto ciò è veramente folle e straordinario. Di fronte a tanto strabilio possiamo soltanto lasciar parlare le immagini…

Ma non è tutto! Immaginate inoltre una birreria, non una birreria qualunque, una birreria artigianale concepita da un genio, da un maestro birraio, che sembra un misto tra una taverna e un santuario religioso, un edificio dislocato su due livelli e ispirato al Rinascimento, a Michelangelo, alle invenzioni di Leonardo da Vinci, al Paradiso e all’Inferno di Dante, che riprende a tratti il tema religioso e sacrale già proposto nei sontuosi arredi della discoteca. All’interno riproduzioni di opere d’arte, confessionali, una statua della Nike s’innalza nella tromba della scalinata, su di un piedistallo, avvolta da pitture che sembrano raffigurare i gironi dell’Inferno dantesco, riconosciamo tra di esse la figura di Caronte, il traghettatore d’anime sul fiume Acheronte. Tra i tavoli figurano teste di angeli, diavoli e madonne, eleganti cornicioni e altorilievi angelici, un tavolo in vetro a forma di tavolozza con colori e pennelli giganti. Su uno dei banconi poggia un’enorme testa del David. Un tavolo per gruppi numerosi posto a fondo sala ed elegantemente decorato da candelabri e portafrutta ricorda un altare, un enorme banchetto. Ci colpisce e cattura il sottile e ricercato contrasto tra sacro e profano, quel tavolo che sembra a tratti la scenografia di un baccanale e a tratti quella del cenacolo eucaristico. Una riproduzione dell’Ultima Cena dipinta sulla parete retrostante sovrasta infatti i commensali e incornicia l’ampio salone. Non abbiamo veramente parole per descrivere la genialità, la cura dei particolari, l’eleganza e il gusto con cui questo luogo è stato concepito e realizzato.

Ma i due aerei volano tra mille turbolenze…

Il successo è pressoché garantito e immediato, ma dovrà presto fare i conti con un periodo storico veramente duro e gli ostacoli non tardano ad arrivare… Siamo agli albori degli anni 2000, una pesante crisi economica è alle porte e attanaglia rapidamente la nostra nazione richiedendo enormi sforzi e sacrifici ai poveri imprenditori. I costi di gestione del complesso sono altissimi… ma la batosta arriva dopo appena tre mesi dall’inaugurazione, quando il comune decide di recapitare al proprietario una multa miliardaria.. già… a dieci cifre, l’euro non era ancora entrato in regime. Le accuse sono quelle di abuso edilizio. Vengono contestate svariate irregolarità e a quanto pare persino la torre di controllo non è in regola con le carte. Seguono poi anni di contestazioni, di ricorsi in tribunale e trattative, ma il comune non vuole sentire ragioni. La chiusura definitiva per fallimento arriva nel 2014 ma il geniale imprenditore non si perde d’animo, e si dedica anima e corpo a un nuovo e altrettanto sbalorditivo progetto, inaugurando un altro locale. Purtroppo l’enorme complesso con i due aerei e il resto dei locali cade inevitabilmente nell’incuria e nell’abbandono.

La notizia lentamente fa tam tam.. comincia a diffondersi e ad attrarre curiosi e ragazzini annoiati, vandali e ladruncoli che iniziano a deturparlo e imbrattarlo con vernici spray, in nome di un’arte del tutto priva di gusto e rispetto, fino a distruggere una buona parte delle statute che un tempo era possibile ammirare all’interno dei locali. Nella discoteca vengono appiccati fuochi e bruciate parti di scenografie, distrutte le canne degli organi, la statua della Nike nella birreria buttata giù dal suo piedistallo e la testa del David rubata insieme ai candelabri, ai tavoli e alle sedie. Uno scempio sul quale non vogliamo dilungarci poiché più e più volte documentato dai vari gruppi urbex che hanno filmato e fotografato il prima e il dopo con l’intento di denunciare e sensibilizzare la gente sull’accaduto. Tutti noi appassionati di luoghi abbandonati abbiamo ancora negli occhi quelle orribili scene e portiamo una ferita nel cuore poiché questi luoghi di cui ormai nessuno ha più cura e interesse, li sentiamo anche un po’ nostri.

Ci comunicano che in seguito a tali episodi i controlli sono stati intensificati, scoraggiamo dunque ogni visita a questo luogo.
Più in basso la nostra testimonianza fotografica per ricordare insieme a voi “com’era” e come sempre lo ricorderemo.

« Hai mentito Leonardo. Mi hai promesso meraviglie. Hai detto che avremmo volato, che avremmo bruciato come il sole ma non è vero, non c’è alcun sole nel tuo mondo. C’è solo un grande freddo e ombre oscure. »

Qualche Scatto di Alex

Esploratore. Fotografo. Viaggiatore del tempo.

Puoi scorrere le immagini utilizzando sia la rotellina del mouse che le frecce sulla tastiera.

Qualche Scatto di Simone

Esploratore. Fotografo. Viaggiatore del tempo.

Sotto la Polvere nasce dall’amore e la passione per i luoghi abbandonati. Gli articoli sono realizzati nel rispetto più assoluto del luogo visitato, senza alcuna forma di effrazione o danneggiamento. Spesso li troviamo per caso o ci vengono suggeriti. Non indichiamo mai il nome reale del luogo e la sua ubicazione per proteggerlo da vandali e malintenzionati. Invitiamo chi ci legge a non visitare questi luoghi in quanto si tratta nella maggior parte dei casi di strutture pericolanti, e a prendere visione del nostro disclaimer per una maggiore consapevolezza dei rischi.

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