Percorrendo una lunga strada di cipressi che si snoda tra verdeggianti colline, regalando scorci mozzafiato, ci ritroviamo davanti alle rovine di uno dei villaggi abbandonati più insoliti della nostra amata Toscana, terra ricca di patrimoni dimenticati, città fantasma e borghi abbandonati. Vi parliamo oggi di un posto dove siamo giunti per puro caso, grazie a Google Maps e all’aiuto di una coppia di esploratori che lo avevano visitato poco prima di noi. Quando siamo giunti qui, questo luogo abbandonato era ancora conosciuto da pochissime persone.

Le informazioni reperibili su questo luogo sono veramente scarse, possiamo dire nulle, ci sorprende il fatto che non vi sia alcun riferimento in rete, nonostante la strada che lo attraversa porti il nome della località stessa. Tutto ciò che sappiamo è che si tratta di un’insieme di edifici, distribuiti lungo una stretta e sterrata strada collinare, la maggior parte di essi ormai diroccati e ridotti in rovine. Altri edifici invece sono stati restaurati nel corso degli anni e hanno accolto delle famiglie in tempi più recenti, altri ancora, dislocati dal nucleo centrale, sono stati adibiti ad agriturismo o restaurati e messi in vendita. Come dicevamo la strada che lo attraversa è una strada solo parzialmente asfaltata che porta il nome della piccola località. Si tratta quindi di una frazione, che un tempo deve aver rivestito un ruolo storico importante. Non sappiamo se definirlo borgo sia corretto, se proviamo infatti a cercarlo come borgo non emergono risultati.

La disposizione degli edifici, disseminati lungo la strada: la chiesa, il cimitero, la villa centrale, il pozzo, e altri edifici minori, più che di un borgo presentano le caratteristiche di un piccolo villaggio, privo di mura e fortificazioni, probabilmente formatosi per necessità agricole o commerciali. Nei risultati di ricerca si fa riferimento a una fattoria, che porta il nome del luogo stesso, sappiamo quindi che in passato, la parte centrale del villaggio, è stato sede una fattoria. Non sappiamo però se sia nato proprio come fattoria, o se abbia origini diverse, né in che anno l’attività sia cominciata e cessata.

Alcune delle abitazioni che circondano la villa centrale, ormai in rovina, sembrano aver subito un restauro nel corso degli anni, e siano state abbandonate in tempi abbastanza recenti: dalle date impresse nei vari documenti e oggetti rinvenuti, possiamo collocare l’abbandono definitivo di questi edifici intorno agli anni 2007-2010. Gli interni sono infatti in buono stato di conservazione, nonostante in alcuni punti abbiano subito dei crolli strutturali, gli infissi, i soffitti e i pavimenti sono piuttosto moderni. La villa centrale invece, a giudicare dai crolli subiti e dal pessimo stato di conservazione, sembra essere disabitata e inagibile da molto più tempo.

Ciò che colpisce di questo luogo, è indubbiamente l’enorme quantità di giocattoli disseminati ovunque. Se vi è una certezza, è che qui hanno vissuto molti bambini. Non è da escludere che in passato questi edifici possano aver dato sede a un piccolo centro comunitario per famiglie bisognose, tra i vari oggetti rinvenuti vi era anche una bilancia per la pesa dei neonati, oltre ai numerosi boxes, lettini e una quantità indescrivibile di giocattoli per la prima infanzia.

Da ricerche fatte, ad oggi alcuni degli edifici risultano in vendita, ma ahimè, visti gli esorbitanti costi per un eventuale risanamento, e l’ubicazione veramente molto isolata e lontana dai centri abitati, sembrano destinati a rimanere in stato di abbandono ancora a lungo. Ci auguriamo che un giorno possa esserci una svolta per questo luogo che oltre a essere collocato in una zona collinare meravigliosa, è parte integrante della nostra storia e del nostro patrimonio.

Una curiosità: nel precedente articolo La Casa della Morte a 45 Giri, vi abbiamo accennato al fatto che per un’inquietante coincidenza molti di questi abbandoni sembrano essere avvenuti nel periodo di Natale, e avevamo fatto riferimento a un borgo, ebbene parlavamo proprio di questo villaggio. Anche qui, nelle stanze delle abitazioni, troviamo le decorazioni natalizie ancora appese, lasciando intuire che gli abitanti se ne siano andati proprio in prossimità del Natale.

Abbiamo “tolto un po’ di polvere” e scattato qualche foto per voi, vi lasciamo alle gallerie di immagini.

La Galleria di Alex

Esploratore. Fotografo. Viaggiatore del tempo.

Puoi scorrere le immagini utilizzando sia la rotellina del mouse che le frecce sulla tastiera.
Le foto e le riprese sono state effettuate in giorni diversi durante un vasto lasso di tempo. Per questo motivo la disposizione degli oggetti può apparire alterata tra una foto e l’altra.

La Galleria di Simone

Esploratore. Fotografo. Viaggiatore del tempo.

Sotto la Polvere nasce dall’amore e la passione per i luoghi abbandonati. Gli articoli sono realizzati nel rispetto più assoluto del luogo visitato, senza alcuna forma di effrazione o danneggiamento. Spesso li troviamo per caso o ci vengono suggeriti. Non indichiamo mai il nome reale del luogo e la sua ubicazione per proteggerlo da vandali e malintenzionati. Invitiamo chi ci legge a non visitare questi luoghi in quanto si tratta nella maggior parte dei casi di strutture pericolanti, e a prendere visione del nostro disclaimer per una maggiore consapevolezza dei rischi.

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