Se vi affascinano le case infestate dai fantasmi, le vecchie case di campagna, quelle alle quali nessuno osa avvicinarsi, sulle quali si vociferano cose strane, racconti popolari, vecchie leggende, forse questa modesta e inquietante dimora vi piacerà. Questa sinistra e solitaria casa di campagna, sembra proprio la classica vecchia “casa stregata”. Noi pensiamo di non aver mai visto niente di così lugubre dopo tante esplorazioni. Purtroppo possiamo soltanto offrirvi un racconto, una storia, una descrizione più o meno accurata, possiamo raccontarvi i suoi aspetti e i dettagli, mostrarvi le immagini, ma non possiamo trasmettervi le sensazioni che abbiamo provato esplorandola, l’atmosfera che c’era all’interno, il senso di claustrofobia, l’aria irrespirabile e pesante, il buio, il senso di fastidio che abbiamo provato nel trovarci al suo interno. Noi amiamo esplorare questi luoghi più di ogni altra cosa, lo sapete, ma vi possiamo assicurare che per la prima volta nel corso delle nostre esplorazioni, non vedevamo l’ora di uscire…

Passando per un piccolissimo centro abitato, abbiamo notato questa bizzarra abitazione, dall’aspetto molto particolare, avvolta dall’edera e dai rovi. Sulla facciata si contano 7 finestre, disposte in maniera asimmetrica e irregolare. La casa si sviluppa in altezza, una particolarità che la rende molto suggestiva e affascinate. Così abbiamo deciso di fermarci a dare un’occhiata. Ad accoglierci una mannaia piantata nello stipite del portone, ricoperta di ragnatele, come se qualcuno, in tempi passati, l’avesse lanciata e poi lasciata lì, a dare il benvenuto agli ospiti. All’interno dell’abitazione un’atmosfera molto cupa e claustrofobica ci ha avvolti, topi, ragni, insetti e un’odore pungente, particolari non proprio invitanti.

Tra i molti oggetti rinvenuti ci sono un vecchio lettore di vinili, una fonovaligia della Nuova Faro, una celebre azienda italiana che è stata operativa dal 1945 al 2016, specializzata nella realizzazione di giocattoli in miniatura (la mini friggitrice, il mini tornio, la mini cucina, il mini trapano, la mini lavatrice che hanno fatto sognare i bambini) e moltissimi 45 giri, tra cui uno intitolato “Lamento Funebre”, da qui l’ispirazione per il nome che abbiamo dato alla casa, un omaggio a un film horror degli anni ’80 (Morte a 33 Giri). La fonovaligia dovrebbe essere stata prodotta intorno agli anni ’60, data in cui l’azienda produttrice, cambiò il suo nome da N.O.V.A. a Nuova Faro e soltanto in quegli anni si dedicò alla produzione di fono-valigette. Un’agenda al piano superiore ci conduce invece al 1975, e a giudicare dallo stato di conservazione, dalla polvere e dalle ragnatele, nessuno deve essere entrato in questa casa da almeno una trentina d’anni. La fonovaligia degli anni ’60, l’agenda del 1975 e i vari dischi a 45 giri, ci aiutano a dare una collocazione temporale e a ripercorrere gli anni in cui la casa è stata abitata. Facendo qualche ricerca sui vinili abbiamo infatti individuato i loro anni di pubblicazione: Azzurro (edizione del 1968 della Celentano Clan), Perché l’hai Fatto, Gionchetta (Junior 1969), Quattro Parole, Gionchetta del 1965 (una curiosità su questo vinile è che è stato un’inserto della Nuova Enigmistica Tascabile, edizione “con disco” della Corrado Tedeschi Editore e in quell’anno costava 250 lire).

Immancabili il televisore a valvole e il pesantissimo stabilizzatore di corrente, che si usava per non far fulminare il televisore, tipici oggetti di quegli anni. Un’altra particolarità di questa dimora è l’assenza di un bagno al suo interno. Gli unici elementi atti all’igiene personale sono rappresentanti da una tinozza alta collocata al centro della stanza nel sottotetto, apparentemente utilizzata come sorta di lavatoio, affiancata da una tavola di legno disposta in obliquo, probabilmente utilizzata per sedervisi e far sì che l’acqua scivolasse via.

Emozionante trovare all’interno di un piccolo vassoio, svariati piccoli oggetti appartenuti a una vita passata: dei bigodini, 10 lire, una spazzola, delle forbicine per le unghie e un piccolo contenitore contenente una manciata di vecchi gettoni telefonici. Chi è abbastanza vecchietto se li ricorderà sicuramente con nostalgia.

Dopo svariate esplorazioni, abbiamo notato un qualcosa di veramente inquietante che accomuna, forse per una stranissima coincidenza, molti luoghi abbandonati: il Natale. Molti di essi sembrano infatti essere stati abbandonati nel periodo di Natale: gli addobbi, le date sui calendari, ci hanno portati a pensare che gli abitanti siano scomparsi indicativamente nel periodo delle festività natalizie. Anche qui dentro ci sono ancora delle decorazioni natalizie, seppur spartane e minimali, sia al piano terra che nella cucina al piano superiore. Non è questo il primo caso, ne contiamo già svariati. Ci torna ad esempio in mente un’intero borgo abbandonato, che abbiamo esplorato un po’ di tempo fa, nelle cui abitazioni erano ancora appese le decorazioni natalizie. Non sappiamo dirvi se si tratti davvero della maledizione del Natale, ma di sicuro avvolge in un alone di mistero i luoghi dell’abbandono. Chissà, forse un giorno scriveremo un articolo proprio su questo.

La Galleria di Alex

La Galleria di Simone

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